Android vs IOS: non vince nessuno.

Sono passati circa 2 anni da quando la voglia di verificare di persona, se le enormi differenze e le superiorità dei due sistemi l’uno rispetto all’altro fosse realtà, mi assaliva giorno per giorno, ora dopo ora fino a diventare una vera e propria sfida.

Vedere quanto fossero aderenti alla realtà tutti i test, le comparazioni e le sfide cui sono quasi giornalmente sottoposti i due mondi e che ci vengono letteralmente sbattuti in faccia da social network e canali informativi era una sfida troppo adrenalinica per lasciarsela scappare e l’unico modo per farlo era immergersi nell’uso quotidiano del sistema.

Da una parte Apple, dall’altra Samsung, Google, Motorola ecc., colossi che si contendono il mercato degli ultra performanti e super equipaggiatissimi smartphone di ultima generazione; ma chi è il migliore? qual è il sistema più potente, più veloce e più adatto a me? queste sono le domande a cui ogni giorno milioni di persone cercano risposta scandagliando forum, social network e motori di ricerca nella speranza di trovare risposta prima di fare il fatidico acquisto.

ios_vs_android_sf

Ed è proprio in questo giorni che è iniziata di nuovo la frenetica caccia ai nuovi gioielli di Cupertino, l’iPhone 6 e l’iPhone 6 plus le cui differenze sostanziali sembrano essere nella grandezza e risoluzione dello schermo.

Allora quale scegliere? qual è il miglior sistema operativo?

Purtroppo a queste domande è molto difficile dare delle risposte e se seguirete quest’articolo fino alla fine vi renderete conto che forse ho ragione.

Sono un Software Engineer, mi occupo di progettazione e sviluppo di sistemi embedded real-time e le mie competenze spaziano dalle piattaforme a micro-controllore fino ai sistemi Android, IOS e Windows Phone.

La mia formazione professionale inizia nei laboratori di informatica dell’Università di Salerno, vengo dal magico mondo della linea di comando quando ancora agli esami si implementava l’algoritmo delle N regine usando la shell di una Suse Linux, il compilatore gcc e il potentissimo gdb.

La mia esperienza con il mondo iPhone-IOS inizia poco più di 2 anni fà quando entrai in possesso, all’epoca, del tanto ambito iPhone 5 provenendo da un Google experience come il Galaxy Nexus. L’unico dispositivo Apple di cui fossi stato mai in possesso fino a quel momento era un iPod nano 8 Gb che posseggo tutt’ora.

Giunto quindi ad aver provato tutte le versioni di Android, Windows Mobile e Windows Phone su una marea di dispositivi a partire da una rom in dual boot sul mitico HTC Diamond equipaggiato a quei tempi con windows mobile 5.0 era giunto il momento di provare anche l’ebbrezza del tanto discusso IOS.

Certo è che, pur essendo l’iPhone sinonimo di un gioiello, quasi indossabile con qualità e tipologia dei materiali costruttivi espressione di perfezione, curati nei minimi dettagli anche i più piccoli particolari, diventa alla fine un dispositivo delicatissimo che incute un senso di terrore anche per il minimo contatto perché facilmente soggetto a graffi e scalfitture.

Il display retina è qualcosa di eccezionale la cui visibilità è estremamente perfetta da tutte le angolazioni e anche la luce solare diretta non la diminuisce affatto.

La grafica è bellissima sopratutto quella dei giochi che necessitano di un massiccio uso di accelerazioni e fluidità come ad esempio Asphalt 8, tanto per citarne uno esoso di risorse.

La risposta del touch è anch’essa perfetta e anche se si hanno centinaia di applicazioni avviate contemporaneamente nessun tipo di rallentamento è evidente in alcuna parte del sistema.

Il tasto centrale in qualsiasi momento riporta immediatamente alla schermata iniziale da qualunque stato o applicazione si trovi il sistema in quel momento.

Dire quindi che alla prima esperienza si ha la sensazione di un qualcosa di perfetto, forse sin troppo perfetto, non è affatto un azzardo.

Così tanta perfezione porta però palesemente a delle limitazioni che mentre per una fascia di utenza sono trascurabili, per altri assolutamente no.

Nonostante i tanti miti in circolazione, personalmente le limitazioni più penalizzanti che ho trovato sulla piattaforma IOS rispetto a quella Android sono essenzialmente 2:

  1. La condivisione;
  2. Il Multitasking;

La condivisione è altamente limitata su IOS e no parlo della semplice condivisione di una foto sui social network che chiaramente è disponibile, ma di ben altro, basti pensare che non si possono trasferire immagini o file via bluetooth, non si possono salvare allegati ad una email per utilizzarli in altri contesti ad esempio in un’altra email e questo è dovuto alla mancanza di un file manager e alla protezione del sistema molto elevata, anzi troppo elevata. Pur usando applicazioni di terze parti che si appoggiano ai vari cluod on line, non avremo mai la stessa gestione messa a disposizione da un file manager locale come quello di Android; in sostanza non si può fare neanche il copia ed incolla di allegati a meno che in alcune applicazioni ben definite da Apple. E questa vi assicuro che per chi ha necessità di utilizzare molto le email ed i documenti è una vera e penalizzante limitazione. Anche lo scambio di una semplice foto con un dispositivo non Apple richiede strategie complesse o l’invio via mail che però è limitata a grandezza e numero di allegati, in parole povere in assenza di connessione non ci si può scambiare neanche una foto.

Per il multitasking invece, è facile verificare anche dal vivo che le applicazioni se messe in background non continuano ad essere attive, quindi non c’è un vero e proprio multitasking, ed è facile da verificare con la seguente semplice prova, mostrata anche dai video nel seguito dell’articolo:

  1. avviate il cronometro
  2. fatelo contare fino a 5 o 6 secondi
  3. premete il tasto centrale
  4. attendete altri 5 o 6 secondi
  5. riaprite il cronometro

vedrete che il conteggio è fermo e solo dopo qualche istante si aggiornerà, segno che l’applicazione è passata al cosiddetto “Suspended mode” ossia non sta usando per niente la cpu, così come tutte quelle messe in background passano dallo stato “Active” a quello di “Suspended”.

La stessa cosa non succede se ad esempio rifacciamo la stessa prova utilizzando un Galaxy Note 3 (è quello disponibile per la prova), vedremo che il cronometro continua a contare pur se l’applicazione viene messa in background e quando la riavviamo non noteremo alcun aggiornamento, ma semplicemente che il cronometro sta continuando a contare, segno che è attivo un vero e proprio multitasking e che le applicazioni continuano a girare anche se messe in background.

Chiaramente siamo di fronte a scelte progettuali difficilmente sindacabili in quanto hanno alla base definizioni architetturali che stanno all’origine del progetto e se una gestione del genere da un lato può essere vista come una performance, dall’altro siamo di fronte ad un sistema non multitasking, con tutti i suoi pro e contro.

Alcuni diranno si ma effettivamente uno smartphone non è un personal computer quindi ci sta bene che sospenda i processi in background così che quelli in primo piano abbiano a disposizione tutta la cpu per le loro operazioni; altri invece diranno no io uso lo smartphone come un vero pc quindi ho bisogno che si comporti esattamente come un pc, non mi interessa che si verifichino dei leggeri lag dovuti proprio all’architettura del multitasking.

Di seguito i video delle 2 prove fatte su iPhone 5 e Galaxy Note 3

Ci sono tesi secondo le quali la batteria dell’iPhone si scarica rapidamente a differenza di altri dispositivi Android, anche questo è un mito, perché se prendiamo un iPhone 5 ed un dispositivo Android a parità di prestazioni hardware e con la stessa capacità di batteria, usando le stesse applicazioni (ormai le applicazioni sono disponibili parallelamente sia su IOS che Android) le batterie dureranno pressapoco lo steso tempo; c’erano giorni in cui l’iPhone 5 acceso alle 7 di mattina, alle 12 dovevo caricarlo, invece giorni che alle 21 era ancora acceso e ci sono stati giorni in cui il mio attuale Galaxy Note 3 l’ho acceso alle 7 e alle 14 ho dovuto ricaricarlo e ci sono giorni che la sera non lo ricarico.

Questo cosa significa? significa che anche la batteria dipende dall’uso che si fa dello smartphone delle applicazioni che si usano e dei servizi che si richiedono ad esso, il resto è pubblicità.

Altro mito sono i blocchi ed i rallentamenti, Android si blocca, IOS no, niente di più falso! Ho usato per circa un anno e mezzo IOS con gli stessi software che usavo su Android senza smanettarci, sbloccarlo o farci qualunque cosa non sia consigliata da Apple e l’iPhone si è comportato da Dio, mai un ripristino mai un rallentamento.

Attualmente ho il Galaxy Note 3 che ho usato fin’ora alle stesse condizioni, con le stesse applicazioni e senza rom cucinate o applicazioni fuori dal market e si è comportato allo stesso modo: mai un rallentamento o un ripristino.

Entrambi i sistemi invece se usati impropriamente si bloccano e rallentano fino al punto di dover essere ripristinati.

Infine il prezzo, è l’unica vera differenza oggettiva tra i due sistemi, quello di Cupertino è realmente molto elevato perché soffre del mito, di un mito che ormai non scomparirà più e che è destinato a far parlare di se all’infinito, basti vedere le lunghe file che si sono create in questi giorni all’uscita della versione 6 che arriva anche a ben 1000 euro.

Credo che la conclusione di quest’articolo sia semplice a questo punto:

non esiste il sistema o lo smartphone perfetto ed iPhone non è migliore di Android o viceversa, sono 2 mondi distinti e secondo me poco paragonabili.

Se hai iPhone non hai il miglior telefono del mondo ed ugualmente se hai l’ultimo nato di casa Google l’ultimo performante Samsung non hai lo smartphone più veloce del mondo, hai semplicemente uno strumento che fa bene quello che a te serve se hai valutato attentamente le tue aspettative prima di fare la scelta, altrimenti potresti trovarti con un ferma carte molto costoso.

Spero di essere stato esauriente.

A presto.

Share Button
Pin It

Un commento su “Android vs IOS: non vince nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *