Il nuovo algoritmo di Google: Hummingbird

Facendolo coincidere con il girono del 15° compleanno, Google convoca una conferenza stampa nello stesso garage dove nel 1998 ebbe inizio la sua grande scalata,per annunciare che il motore di ricerca stà per cambiare a favore di nuove attività, nuovi algoritmi e nuove logiche che vanno sotto il nome di Hummingbird che a livello molto molto astratto potremmo sintetizzare come l’algoritmo secondo il quale vengono gestite e lanciate le query di ricerca, ma entrando nel dettaglio è un qualcosa di molto complesso.

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La modifica sostanziale sta nel fatto che il vecchio pagerank sul quale tutto era basato, ora non scompare del tutto, ma diventa un tassello di un grande mosaico che dovrebbe garantire la precisione del volo di un uccello, infatti Hummingbird significa Colibrì.

I nuovi criteri hanno lo scopo di integrare in modo sempre più elevato le richieste vocali con la ricerca, quindi la base dell’algoritmo traduce le richieste vocali dell’utente in query vere e proprie per arrivare ad un livello di integrazione uomo macchina mai visto prima tendente chiaramente ad annullare tutte le interfacce per arrivare al controllo dei sistemi con il linguaggio naturale, ed è proprio questo l’obbiettivo di Google: annullare il più possibile le interfacce e rendere l’interazione uomo-macchina quanto più semplice possibile attraverso l’uso della voce naturale come strumento di ricerca principale.

L’idea di base del nuovo algoritmo è quella di collegare la richiesta all’ambiente al quale è legata la domanda quindi: dove è stata fatta, da chi e quali sono le domande precedenti.

Uno degli aspetti più interessanti introdotti da Hummingbird è una maggior comprensione del contesto nel quale è stata composta una domanda. Tre gli ingredienti principali utilizzati nella composizione del contesto di query: il luogo in cui è composta, l’identità del richiedente e la cronistoria delle query precedenti.

Qualche esempio chiarirà il concetto forte che c’è dietro:

se un utente chiede in una prima fase chi era Steve Jobs? l’algoritmo eseguirà la ricerca e se la domanda successiva sarà ad esempio dove è nato?, l’algoritmo collegherà automaticamente la seconda domanda alla prima cercando quando è nato Steve Jobs senza che l’utente lo abbia scritto. Altro esempio potrebbe essere la richiesta delle condizioni climatiche che Google collegherà direttamente al dove è stata formulata la domanda e presenterà quindi il Meteo locale.

L’ingegno di Hummingbird non si ferma qua ma va oltre fino a tentare di arrivare alla vera e propria interpretazione della volontà umana, saranno infatti possibili anche richieste del tipo “appena sarà nei pressi di un distributore avvisami che devo fermarmi”.

L’unico limite sarà quindi la fantasia ed il bello è che quasi tutto quanto appena descritto è già disponibile, perché Hummingbird non è in via di sviluppo ma è già operativo da qualche mese sulla piattaforma ed a breve saranno rilasciate anche le app per Android e iOS che gestiscono i nuovi meccanismi di ricerca.

A presto

 

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